Vediamo nel dettaglio come tira fuori il potenziale dei bambini che praticano motociclismo o che vogliono imparare ad andare sulle minimoto.

Quando insegniamo qualcosa, qualunque cosa sia, oltre ad elencare i possibili effetti positivi di tale apprendimento, dobbiamo anche essere pronti ad affrontare i possibili sviluppi negativi. Un bambino ha bisogno di sperimentare molte volte prima di capire le cose, quindi è fondamentale incentivarlo anche quando i risultati sono ancora parziali, con la prospettiva che ogni volta andrà meglio.

Come motivare un bambino

Per un bambino la motivazione è direttamente proporzionale all’utilità della cosa prodotta, sia per se stesso che per gli altri. Per questo motivo, ingannarlo con false promesse o critiche poco costruttive potrà compromettere la sua autostima in quanto si sentirà rifiutato, inferiore, insignificante, vedendo il risultato del proprio lavoro come il ritratto di se stesso.

Una critica costruttiva, che non significa complimentarsi o una forma di ricompensa, ha più valore nel momento in cui la sua funzione sarà motivante. Quando si commenta una performance durante una gara di minimoto, ad esempio, si analizzeranno sia i punti deboli che quelli forti cercando di dare consigli che lo aiutino a migliorare.  Questo gesto è un’ottima forma di motivazione e fa spazio a critiche costruttive. In questo modo, il bambino tenderà ad accettare le correzioni come una forma sincera di orientamento e mai come un rifiuto da parte del genitore.

Non c’è magia, è un fatto semplice, un bambino motivato è naturalmente disciplinato

Ricompense, semplici complimenti, promesse di successo, pratiche comuni utilizzate per motivare un bambino a svolgere i propri compiti e doveri dovrebbero essere evitati a tutti i costi. Il genitore dovrebbe semplicemente riconoscere un lavoro ben fatto e dimostrare un sincero interesse per il progresso di un’attività ancora in sospeso. Deve essere disposto ad ascoltare le spiegazioni del proprio figlio sui motivi per cui, ad esempio, ha guidato la sua minimoto in quella determinata maniera, e poi contribuire personalmente con suggerimenti costruttivi.

Possiamo mostrare loro, attraverso semplici esempi, come la nostra intera conoscenza della vita sia stata costruita da tentativi e che, ancora adesso, si abbia ancora tanto da imparare. Di conseguenza non temeranno più gli errori, ma tenderanno a utilizzare i tentativi falliti o gli errori, come guide preziose per raggiungere i loro obiettivi, senza provare frustrazione o risentimento; senza rabbia o crisi di ansia inutili.

Infine …

Infine, un bambino non è motivato confrontando il proprio risultato con quello del suo amichetto o anche di uno sconosciuto. Il metodo più efficace e sensibile è quello di dare sempre più sfide e monitorare attentamente i suoi progressi o le difficoltà. E quando il bambino percepisce l’interesse dei genitori, piuttosto che del proprio allenatore di minimoto, per il suo lavoro, si sentirà naturalmente motivato, disciplinato e responsabile.

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